Il Cesto riapre dopo le feste.
A giovedì 7; a seguire riunione organizzativa con i produttori e con tutti quelli che vogliono dare il proprio parere
sabato 2 gennaio 2010
mercoledì 23 dicembre 2009
mercoledì 9 dicembre 2009
aggiornamento per giovedì 10
Tornano i saponi e tutto il resto.
Niente miele, come da programma; anche sui formaggi una X, poiché dovrebbe venire soltanto Nino Ciaccio con ricotta e altri prodotti caseari vaccini (speriamo bene).
A domani
Niente miele, come da programma; anche sui formaggi una X, poiché dovrebbe venire soltanto Nino Ciaccio con ricotta e altri prodotti caseari vaccini (speriamo bene).
A domani
domenica 6 dicembre 2009
il web e il Consumo Critico
martedì 1 dicembre 2009
chi c'è GIOVEDI' 3 dicembre
Questo giovedì troveremo il MIELE (e le preziose informazioni) di Giovanni Caronia, i FORMAGGI e il LATTE fresco di Sandra Invidiata, PANE, BISCOTTI, e le VERDURE di stagione. Non ci saranno i SAPONI all'OLIO d'oliva, che vengono ogni due settimane (dunque la prossima)
domenica 29 novembre 2009
Per vivere meglio...
...si dovrebbero " invertire tutti i nostri comportamenti, dallo spreco alla parsimonia, dall’usa e getta al recupero, dall’indifferenza al rispetto, questo è il modo per recuperare speranza, ricordandoci che sobrietà non significa ritorno alla candela o alla morte per tetano. Sobrietà non va confusa con miseria, come consumismo non va confuso con benessere. Nella vita di tutti i giorni, la sobrietà passa attraverso piccole scelte fra cui meno auto più bicicletta, meno mezzo privato più mezzo pubblico, meno carne più legumi, meno prodotti globalizzati più prodotti locali, meno merendine confezionate più panini fatti in casa, meno cibi surgelati più prodotti di stagione, meno acqua imbottigliata più acqua del rubinetto, meno cibi precotti più tempo in cucina, meno prodotti confezionati più prodotti sfusi, meno recipienti a perdere più prodotti alla spina, meno prodotti usa e getta più riciclaggio.
In sintesi la sobrietà si può definire come il tentativo di soddisfare i nostri bisogni impiegando meno risorse possibile e producendo meno rifiuti. Un obiettivo che si raggiunge più sul piano dell’essere che dell’avere. Uno stile di vita che sa distinguere tra bisogni reali e quelli imposti, che si organizza a livello collettivo per garantire a tutti il soddisfacimento dei bisogni umani con il minor dispendio di energia, che dà alle esigenze del corpo il giusto peso senza dimenticare le esigenze spirituali, affettive, intellettuali, sociali. "
[ tratto da un recente articolo di F.Gesualdi, autore di molti saggi sul consumo critico e solidale ]
In sintesi la sobrietà si può definire come il tentativo di soddisfare i nostri bisogni impiegando meno risorse possibile e producendo meno rifiuti. Un obiettivo che si raggiunge più sul piano dell’essere che dell’avere. Uno stile di vita che sa distinguere tra bisogni reali e quelli imposti, che si organizza a livello collettivo per garantire a tutti il soddisfacimento dei bisogni umani con il minor dispendio di energia, che dà alle esigenze del corpo il giusto peso senza dimenticare le esigenze spirituali, affettive, intellettuali, sociali. "
[ tratto da un recente articolo di F.Gesualdi, autore di molti saggi sul consumo critico e solidale ]
lunedì 23 novembre 2009
presenze GIOVEDI' 26 novembre
Giovedì tutti presenti, anzi, di più !
. Vengono sia Angelo da S.Cataldo con i caprini che Nino da Roccamena con i vaccini (niente latte, però - lo porta solo Sandra Invidiata, la prossima settimana)
- Frutta e verdura di stagione in abbondanza con le nostre "splendide" donne che dominano la sala ;-)
- Pane di grano "tumminia", biscotti e farina da Roccapalumba di Antonio Gangi
- L'ineffabile Tonino Simeti con Vino, zucche ed altro ancora
Mancherà invece Giovanni Caronia col miele e le sue accurate spiegazioni. In più ci sarà un nuovo arrivo: la coop LAVORO E NON SOLO da Corleone, con vari prodotti di trasformato (pomodoro, melenzane, etc)
E se proprio vi manca ancora qualcosa, al piano superiore c'è la rivendita di Benny Faraci con un'ampia gamma di produttori bio certificati...
. Vengono sia Angelo da S.Cataldo con i caprini che Nino da Roccamena con i vaccini (niente latte, però - lo porta solo Sandra Invidiata, la prossima settimana)
- Frutta e verdura di stagione in abbondanza con le nostre "splendide" donne che dominano la sala ;-)
- Pane di grano "tumminia", biscotti e farina da Roccapalumba di Antonio Gangi
- L'ineffabile Tonino Simeti con Vino, zucche ed altro ancora
Mancherà invece Giovanni Caronia col miele e le sue accurate spiegazioni. In più ci sarà un nuovo arrivo: la coop LAVORO E NON SOLO da Corleone, con vari prodotti di trasformato (pomodoro, melenzane, etc)
E se proprio vi manca ancora qualcosa, al piano superiore c'è la rivendita di Benny Faraci con un'ampia gamma di produttori bio certificati...
venerdì 20 novembre 2009
Vuoi delle belle scarpe ?
Vuoi fare un acquisto collettivo per le scarpe ?
www.astorflex.it
Scrivi entro il 30 novembre all'indirizzo del blog e specifica numero e modello
www.astorflex.it
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martedì 17 novembre 2009
Chi c'è giovedì 19
Smaltiti i malanni di stagione, torneranno i formaggi, miele e tutto il resto. Completa le presenze un nuovo produttore di saponi "al taglio" e detersivi "alla spina"; la parola d'ordine è RIDUCIAMO I RIFIUTI e SOSTENIAMO LE PRODUZIONI LOCALI ...naturalmente il sapone è di ottima qualità !
venerdì 6 novembre 2009
Se biologico fa rima con etico
>>> tratto da: Il Manifesto - TERRA TERRA , 03.11.2009
Veleni nel vostro piatto, di João Pedro Stedile
"...delle conseguenze, per voi che abitate in città, del modello agricolo dell'agrobusiness. L'agrobusiness è la produzione su larga scala, con monoculture, pesticidi e macchinari. Usano veleni per eliminare altre piante e non assumere manodopera. In questo modo distruggono la biodiversità, alterano il clima e espellono sempre più famiglie di lavoratori rurali dalle loro terre."
"...Questi veleni sono di origine chimica e restano nell'ambiente. Inquinano il suolo. Contaminano le acque. Soprattutto si accumulano negli alimenti. Le coltivazioni che più utilizzano veleni sono: canna da zucchero, soia, riso, mais, tabacco, pomodoro, patata, uva, ciliegie e ortaggi. Tutto questo lascerà residui nei vostri stomaci. Nel vostro organismo le cellule si ammalano e, un giorno, potranno trasformarsi in cancro. Domandate agli scienziati ... qual è la principale origine del cancro dopo il fumo?"
"...è necessario valorizzare l'agricoltura familiare contadina, l'unica che può produrre senza veleni e in modo diversificato. L'agrobusiness, per ottenere vantaggi di scala e grandi guadagni, riesce a produrre solo con veleni e espellendo i lavoratori verso le città. E voi pagate il conto con l'aumento dell'esodo rurale, delle favelas, e con l'aumento dell'incidenza del veleno nei vostri alimenti. Per questo, sostenere l'agricoltura familiare e la riforma agraria, che è un modo di produrre alimenti sani, è una questione nazionale, di tutta la società.
I ricchi sanno di cosa sto parlando e consumano solo prodotti biologici. E voi, da che parte state?"
http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4af05b23d7bf1/
Veleni nel vostro piatto, di João Pedro Stedile
"...delle conseguenze, per voi che abitate in città, del modello agricolo dell'agrobusiness. L'agrobusiness è la produzione su larga scala, con monoculture, pesticidi e macchinari. Usano veleni per eliminare altre piante e non assumere manodopera. In questo modo distruggono la biodiversità, alterano il clima e espellono sempre più famiglie di lavoratori rurali dalle loro terre."
"...Questi veleni sono di origine chimica e restano nell'ambiente. Inquinano il suolo. Contaminano le acque. Soprattutto si accumulano negli alimenti. Le coltivazioni che più utilizzano veleni sono: canna da zucchero, soia, riso, mais, tabacco, pomodoro, patata, uva, ciliegie e ortaggi. Tutto questo lascerà residui nei vostri stomaci. Nel vostro organismo le cellule si ammalano e, un giorno, potranno trasformarsi in cancro. Domandate agli scienziati ... qual è la principale origine del cancro dopo il fumo?"
"...è necessario valorizzare l'agricoltura familiare contadina, l'unica che può produrre senza veleni e in modo diversificato. L'agrobusiness, per ottenere vantaggi di scala e grandi guadagni, riesce a produrre solo con veleni e espellendo i lavoratori verso le città. E voi pagate il conto con l'aumento dell'esodo rurale, delle favelas, e con l'aumento dell'incidenza del veleno nei vostri alimenti. Per questo, sostenere l'agricoltura familiare e la riforma agraria, che è un modo di produrre alimenti sani, è una questione nazionale, di tutta la società.
I ricchi sanno di cosa sto parlando e consumano solo prodotti biologici. E voi, da che parte state?"
http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4af05b23d7bf1/
mercoledì 28 ottobre 2009
aggiornamento
Aggiornamento FORMAGGI !
domani, giovedì 29, sarà nuovamente presente l'az. Invidiata di Collesano con formaggi e latte fresco vaccino.
Probabilmente in futuro sarà presente solo a settimane alterne, dunque per essere al corrente guardate sempre questo blog.
domani, giovedì 29, sarà nuovamente presente l'az. Invidiata di Collesano con formaggi e latte fresco vaccino.
Probabilmente in futuro sarà presente solo a settimane alterne, dunque per essere al corrente guardate sempre questo blog.
domenica 25 ottobre 2009
ma "convieeene" ...?
La domanda tipo che circola a Palermo: ma questo mercatino CESTO, è "conveniente" ?!?
Dipende... Al CESTO non troverete i prezzi più bassi della città; al loro posto, di certo, un'alta qualità; cose fresche, coltivate in modo salubre e nessuna responsabilità nello sfruttamento delle persone e dell'ambiente. Poi ci sono i produttori, a cui fare domande e porre dubbi. E infine, ma non ultimi, i sapori. Insomma tutte cose a cui, forse, vale la pena porre attenzione... semprecché ci interessino le sfumature più "umane" dell'alimentazione.
Il prezzo più basso lo lasciamo volentieri a chi non ha a cuore le sorti comuni, che sfrutta chi non conosce ed è più "distante" e avalla meccanismi di produzione nefasti, senza alcun interesse a cosa mette dentro la pancia.
A titolo esemplificativo, il valore che hanno i valori e il cibo in questa stagione:
- 6 uova (senza contenitore, portatelo con voi) 2 €
- 1kg di pane di farina bio col crescente (non certificato) 2,40 €
- vino bio (certificato e non) a partire da 2 €/ lt
- aglio bio 5 bulbi 1 €
- cipollotti bio 0,50 al mazzo
- cipolle varie 2,50 €/ 3kg
- broccoletto, cardi, bieta 1,50 €/ kg
- patate 0,80 €/ kg
- carciofi "violetto" n.5/ 4 €
- olio extravergine d'oliva bio nuova molitura 2009-2010 da 0,75 lt/ 5 €
(disponibile anche alla spina a prezzo ridotto)
- latte vaccino fresco 1 €/ lt (alla spina, col vs. contenitore; già imbottigliato 1,20 €)
- formaggi vaccini freschi e stagionati da 8 €/ kg
- latte caprino fresco 1 €/ 1/2 lt
- formaggi caprini da 10 €/ kg
- miele (non cert., di varie essenze, buonissimo) da 3,80 €/ barattolo da 500gr (sconto se il barattolo è a rendere)
- mele da 1,50 €/ kg
- melograni 1,50 €/ kg
- cachi da 1,50 €/ kg
Dipende... Al CESTO non troverete i prezzi più bassi della città; al loro posto, di certo, un'alta qualità; cose fresche, coltivate in modo salubre e nessuna responsabilità nello sfruttamento delle persone e dell'ambiente. Poi ci sono i produttori, a cui fare domande e porre dubbi. E infine, ma non ultimi, i sapori. Insomma tutte cose a cui, forse, vale la pena porre attenzione... semprecché ci interessino le sfumature più "umane" dell'alimentazione.
Il prezzo più basso lo lasciamo volentieri a chi non ha a cuore le sorti comuni, che sfrutta chi non conosce ed è più "distante" e avalla meccanismi di produzione nefasti, senza alcun interesse a cosa mette dentro la pancia.
A titolo esemplificativo, il valore che hanno i valori e il cibo in questa stagione:
- 6 uova (senza contenitore, portatelo con voi) 2 €
- 1kg di pane di farina bio col crescente (non certificato) 2,40 €
- vino bio (certificato e non) a partire da 2 €/ lt
- aglio bio 5 bulbi 1 €
- cipollotti bio 0,50 al mazzo
- cipolle varie 2,50 €/ 3kg
- broccoletto, cardi, bieta 1,50 €/ kg
- patate 0,80 €/ kg
- carciofi "violetto" n.5/ 4 €
- olio extravergine d'oliva bio nuova molitura 2009-2010 da 0,75 lt/ 5 €
(disponibile anche alla spina a prezzo ridotto)
- latte vaccino fresco 1 €/ lt (alla spina, col vs. contenitore; già imbottigliato 1,20 €)
- formaggi vaccini freschi e stagionati da 8 €/ kg
- latte caprino fresco 1 €/ 1/2 lt
- formaggi caprini da 10 €/ kg
- miele (non cert., di varie essenze, buonissimo) da 3,80 €/ barattolo da 500gr (sconto se il barattolo è a rendere)
- mele da 1,50 €/ kg
- melograni 1,50 €/ kg
- cachi da 1,50 €/ kg
lunedì 12 ottobre 2009
L'AltraEconomia siamo (anche) noi
si continua ..speriamo com meno rifiuti
Come avete visto, LATTE FRESCO da Collesano !
Peccato che nessuno porti con sé il contenitore ...per il latte, certo, ma anche per le uova.
La storia dei rifiuti è sempre la stessa: se ne fanno all'origine per creare un nuovo "bene" da commerciare, con la complicità della nostra "lagnusìa", incapaci di fare un piccolo sacrificio a tutela delle generazioni future...
Urge visita guidata a Bellolampo ;-)
Peccato che nessuno porti con sé il contenitore ...per il latte, certo, ma anche per le uova.
La storia dei rifiuti è sempre la stessa: se ne fanno all'origine per creare un nuovo "bene" da commerciare, con la complicità della nostra "lagnusìa", incapaci di fare un piccolo sacrificio a tutela delle generazioni future...
Urge visita guidata a Bellolampo ;-)
martedì 29 settembre 2009
Si ricomincia !
Il mercatino Cesto finalmente riparte in assetto completo e, speriamo, migliorato. Si svolgerà come al solito presso il circolo ARCI Malaussène, in piazza Resuttano, dalle 17 alle 20 ogni Giovedì.
Preghiamo tutti, affinché l'esperienza continui e si possano evitare problemi vecchi e nuovi, di rispettare le indicazioni che sono maturate nell'ultima riunione del 22/9. In particolare chiediamo agli AVVENTORI:
- di NON POSTEGGIARE nella piazzetta (e i motorini, non mettiamoli ad minchiam). Del resto è insensato muoversi in zona con l'auto; se proprio non riuscite a far senza, gli ipermercati anonimi con parcheggio in periferia non difettano (purtroppo).
- Novità: quest'anno il MIELE, le essenze, le autoproduzioni tipo i monili o altro le trovate al piano di sopra, sul soppalco.
- Chi è interessato a sostenere il Cesto con consigli, proposte o semplicemente dare una mano (anche per lo scarico delle cassette dei produttori) si faccia vivo ! Come sapete il tutto è autogestito e M. Carolina ed io cominciamo ad accusare le fatiche organizzative. Eppoi il bello di fare la spesa così è il senso di comunità che si crea. Insomma, il Cesto è "cosa nostra" ...o no ?!
- per la ripresa di questo giovedì inviteremo tutti i residenti della piazza a partecipare e a degustare; speriamo che diventino frequentatori - anziché cecchini - del Malaussène... Desiderio impossibile ? Lo vedremo; la vita e le persone sono in continuo cambiamento...
- per qualunque cosa, tipo lamentele nei confronti dei produttori, lamentele nei miei confronti (che scrivo troppo), proposte o altro, l'indirizzo lo trovate qui:
biomercatinocesto@gmail.com e... guardate sempre gli aggiornamenti su cosa si mangia (ed altro ancora) e su cosa accade nella nostra "fertile" terra (!)
Prodotti che troverete:
loti, olive , limoni, uva, sorbe, fichi, zucche, patè di carciofo/ asparago/ olive, carciofini sott'olio, l'olio extravergine d'oliva bio "assolo" e come fresco il broccoletto, i limoni, le susine, la cipolla dorata, la cipolla rossa, l'aglio, pomodoro (ancora) ...E FORMAGGI, caprini e vaccini; a proposito, c'è il LATTE FRESCO di mucca ..forza con i contenitori per l'asporto
A giovedì 1 ottobre
Preghiamo tutti, affinché l'esperienza continui e si possano evitare problemi vecchi e nuovi, di rispettare le indicazioni che sono maturate nell'ultima riunione del 22/9. In particolare chiediamo agli AVVENTORI:
- di NON POSTEGGIARE nella piazzetta (e i motorini, non mettiamoli ad minchiam). Del resto è insensato muoversi in zona con l'auto; se proprio non riuscite a far senza, gli ipermercati anonimi con parcheggio in periferia non difettano (purtroppo).
- Novità: quest'anno il MIELE, le essenze, le autoproduzioni tipo i monili o altro le trovate al piano di sopra, sul soppalco.
- Chi è interessato a sostenere il Cesto con consigli, proposte o semplicemente dare una mano (anche per lo scarico delle cassette dei produttori) si faccia vivo ! Come sapete il tutto è autogestito e M. Carolina ed io cominciamo ad accusare le fatiche organizzative. Eppoi il bello di fare la spesa così è il senso di comunità che si crea. Insomma, il Cesto è "cosa nostra" ...o no ?!
- per la ripresa di questo giovedì inviteremo tutti i residenti della piazza a partecipare e a degustare; speriamo che diventino frequentatori - anziché cecchini - del Malaussène... Desiderio impossibile ? Lo vedremo; la vita e le persone sono in continuo cambiamento...
- per qualunque cosa, tipo lamentele nei confronti dei produttori, lamentele nei miei confronti (che scrivo troppo), proposte o altro, l'indirizzo lo trovate qui:
biomercatinocesto@gmail.com e... guardate sempre gli aggiornamenti su cosa si mangia (ed altro ancora) e su cosa accade nella nostra "fertile" terra (!)
Prodotti che troverete:
loti, olive , limoni, uva, sorbe, fichi, zucche, patè di carciofo/ asparago/ olive, carciofini sott'olio, l'olio extravergine d'oliva bio "assolo" e come fresco il broccoletto, i limoni, le susine, la cipolla dorata, la cipolla rossa, l'aglio, pomodoro (ancora) ...E FORMAGGI, caprini e vaccini; a proposito, c'è il LATTE FRESCO di mucca ..forza con i contenitori per l'asporto
A giovedì 1 ottobre
venerdì 4 settembre 2009
Quando si ritorna al Malaussène ?
Dovremo ancora attendere per la disponibilità del Malaussène. Infatti stanno facendo dei lavori e non potranno tornare a ospitarci prima di Ottobre.
Dunque si continua in Via dei Credenzieri, presso il circolo PRC Vella, ogni martedì dalle 16
Dunque si continua in Via dei Credenzieri, presso il circolo PRC Vella, ogni martedì dalle 16
mercoledì 2 settembre 2009
Shoppers e tartarughe
TERRA TERRA
29.08.2009, di Marinella Correggia
Un milione di uccelli marini e 100.000 mammiferi e tartarughe nei mari e negli oceani muoiono ogni anno strozzati dalla spazzatura umana, secondo le stime del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) rirpese anche dalla statunitense, federale, National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa). Ed è plastica - in tutte le sue forme e declinazioni - il 90% di tutta la schifezza che galleggia sulle superfici marine, in media 20.000 unità per km quadrato (ma in certe aree anche 400.000). Si stima che sia finito in mare il 5% di tutta la plastica prodotta a partire dagli anni 50. Nel Pacifico questa discarica galleggiante si compatta in due vortici. Il primo a scoprire questo «continente immondizia» fu nel 1997 l'oceanografo Charles Moore. Da allora la pattumiera a geometria variabile non ha smesso di crescere. Secondo uno studio di qualche settimana fa, ogni anno si aggiungono migliaia di tonnellate di pezzi. L'ultima spedizione a caccia di rifiuti compiuta in questo mese di agosto da un gruppo di oceanografi dell'Università di San Diego ne ha trovati più del previsto: gli scienziati si sono definiti «scioccati».Anche quando gli oggetti si riducono in singoli pezzi piccolissimi, sono ugualmente pericolosi per la fauna marina - in questo caso di piccola taglia, fino al plancton. Mentre i pezzi solidi di varia dimensione possono essere ingeriti con effetti letali, quel che si decompone rilascia sostanze chimiche tossiche che possono danneggiare il funzionamento ormonale nella vita marina. E' inoltre probabile che il «Great Pacific Garbage Patch», la discarica localizzata nel Nord Pacifico, abbia una compagna nell'emisfero sud, quattro volte più grande. Solo una parte dei rifiuti è gettata dalle navi, il resto viene da terra e da chissà dove. Di tutto: reti da pesca abbandonate e spugne abrasive, spazzolini da denti e bottiglie di plastica. E ovviamente residui delle onnipresenti shoppers, le buste di plastica negozio-casa quasi sempre usate una sola volta e poi gettate a inquinare per decenni o secoli. E sembra che vada sempre peggio. Non sorprende dunque che l'organizzazione non profit inglese Marine Conservation Society, consacrata alla conservazione dell'ecosistema marino, abbia preso l'iniziativa di indire per il prossimo 12 settembre la Prima giornata internazionale senza sacchetto di plastica, per invitare tutti i «terrestri» a rispettare i mari e le loro creature anche passando a borse di tessuto durevoli, facendola finita con questo consumo superfluo, oltre che energivoro e deturpante per i paesaggi che cosparge. Il fine settimana successivo sarà la prova del successo - o dell'insuccesso - della giornata: si svolgerà in molti paesi l'annuale weekend internazionale di pulizia delle spiagge, l'International Coastal Clean. Quante buste troveranno? Già 140 cittadine inglesi hanno aderito al movimento «Plastic bag free cities» (città senza shopper). In Italia da tempo è attiva la campagna «Porta la sporta»: www.portalasporta.it. La promuove l'associazione dei Comuni virtuosi. Sul suo sito sono disponibili locandine e materiale pronto da scaricare per gli enti locali, i gruppi, le scuole e le persone che vogliono aderire e far conoscere la giornata. E magari dichiararsi a partire da allora «zona libera dalle borse rifiuto». In programma anche eventi creativi come - a Borgo Val di Taro (Pr) - la realizzazione collettiva in piazza delle sportine di tela a partire da vecchie stoffe. Sarebbe il minimo sindacale e invece pare rivoluzionario...
29.08.2009, di Marinella Correggia
Un milione di uccelli marini e 100.000 mammiferi e tartarughe nei mari e negli oceani muoiono ogni anno strozzati dalla spazzatura umana, secondo le stime del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) rirpese anche dalla statunitense, federale, National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa). Ed è plastica - in tutte le sue forme e declinazioni - il 90% di tutta la schifezza che galleggia sulle superfici marine, in media 20.000 unità per km quadrato (ma in certe aree anche 400.000). Si stima che sia finito in mare il 5% di tutta la plastica prodotta a partire dagli anni 50. Nel Pacifico questa discarica galleggiante si compatta in due vortici. Il primo a scoprire questo «continente immondizia» fu nel 1997 l'oceanografo Charles Moore. Da allora la pattumiera a geometria variabile non ha smesso di crescere. Secondo uno studio di qualche settimana fa, ogni anno si aggiungono migliaia di tonnellate di pezzi. L'ultima spedizione a caccia di rifiuti compiuta in questo mese di agosto da un gruppo di oceanografi dell'Università di San Diego ne ha trovati più del previsto: gli scienziati si sono definiti «scioccati».Anche quando gli oggetti si riducono in singoli pezzi piccolissimi, sono ugualmente pericolosi per la fauna marina - in questo caso di piccola taglia, fino al plancton. Mentre i pezzi solidi di varia dimensione possono essere ingeriti con effetti letali, quel che si decompone rilascia sostanze chimiche tossiche che possono danneggiare il funzionamento ormonale nella vita marina. E' inoltre probabile che il «Great Pacific Garbage Patch», la discarica localizzata nel Nord Pacifico, abbia una compagna nell'emisfero sud, quattro volte più grande. Solo una parte dei rifiuti è gettata dalle navi, il resto viene da terra e da chissà dove. Di tutto: reti da pesca abbandonate e spugne abrasive, spazzolini da denti e bottiglie di plastica. E ovviamente residui delle onnipresenti shoppers, le buste di plastica negozio-casa quasi sempre usate una sola volta e poi gettate a inquinare per decenni o secoli. E sembra che vada sempre peggio. Non sorprende dunque che l'organizzazione non profit inglese Marine Conservation Society, consacrata alla conservazione dell'ecosistema marino, abbia preso l'iniziativa di indire per il prossimo 12 settembre la Prima giornata internazionale senza sacchetto di plastica, per invitare tutti i «terrestri» a rispettare i mari e le loro creature anche passando a borse di tessuto durevoli, facendola finita con questo consumo superfluo, oltre che energivoro e deturpante per i paesaggi che cosparge. Il fine settimana successivo sarà la prova del successo - o dell'insuccesso - della giornata: si svolgerà in molti paesi l'annuale weekend internazionale di pulizia delle spiagge, l'International Coastal Clean. Quante buste troveranno? Già 140 cittadine inglesi hanno aderito al movimento «Plastic bag free cities» (città senza shopper). In Italia da tempo è attiva la campagna «Porta la sporta»: www.portalasporta.it. La promuove l'associazione dei Comuni virtuosi. Sul suo sito sono disponibili locandine e materiale pronto da scaricare per gli enti locali, i gruppi, le scuole e le persone che vogliono aderire e far conoscere la giornata. E magari dichiararsi a partire da allora «zona libera dalle borse rifiuto». In programma anche eventi creativi come - a Borgo Val di Taro (Pr) - la realizzazione collettiva in piazza delle sportine di tela a partire da vecchie stoffe. Sarebbe il minimo sindacale e invece pare rivoluzionario...
giovedì 6 agosto 2009
On Air
Continuiamo (inde)fessamente grazie ai "pericolosi comunisti" del circolo Vella ;-)
Ogni martedì dalle 16, 30 in via dei Credenzieri (trav. via Lungarini)
..e sappiate che http://barbarafalcone.wordpress.com/2008/04/14/ieri-a-report/
Ogni martedì dalle 16, 30 in via dei Credenzieri (trav. via Lungarini)
..e sappiate che http://barbarafalcone.wordpress.com/2008/04/14/ieri-a-report/
martedì 4 agosto 2009

La Rete No Ponte scalda i motori per il corteo-manifestazione dell'8 agosto, che partendo alle 18 da Piazza Cairoli, percorrerà le strade principali del centro cittadino fermandosi davanti a Palazzo Zanca dove verrà organizzato un dibattito sulla grande opera. Nella conferenza stampa di presentazione odierna si è fatto il punto della situazione riguardo le adesioni, giunte da associazioni, comitati, movimenti ma anche normali cittadini che hanno voglia di gridare il loro “no” al Ponte sullo Stretto. «Un percorso durato cinque mesi – spiega Luigi Sturniolo, uno degli organizzatori della manifestazione – che si è avvalso sopratutto del sito internet retenoponte.it e dei relativi social network per raccogliere adesioni e consensi, circa 400 al momento quelle interne, 800 nei vari social network e siti vari». Ma, tiene a precisare la Rete No Ponte, il nostro non è un no alle infrastrutture, è un no al ponte, visto esclusivamente come una “colata di cemento” che non porterà a nulla dato che, si legge nel comunicato del movimento, «pur non essendoci un progetto definitivo, la società Stretto di Messina potrà contare su un contributo di 1,3 miliardi di euro in “conto impianti”, ovvero soldi destinati all'acquisto di fattori produttivi “a lungo ciclo di utilizzo”». Soldi da spendere subito e male, dato che si tratterà di un delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che collegheranno il casello del Ponte alla città, conclude la Rete No Ponte. Ialacqua si rifà alle esternazioni del Presidente della Provincia Nanni Ricevuto, riportate dal nostro sito (vedi articolo correlato): «è fatto», diceva Ricevuto riferendosi al Ponte. «E' fatto un bel niente – replica l'attivista di Sinistra e Libertà. Mancano i capitali e il progetto definitivo». Saro Andaldo Patti (Lega Autonomie Locali) fa un discorso a piu' ampio respiro e nota come la politica messinese deve avere porsi in maniera piu' dura, e lo dice relativamente ai tavoli tecnici romani: «Se la nostre istituzioni e la nostra deputazione, regionale e nazionale, non alza la voce, la Sicilia verrà abbandonata a sé stessa, come sta in parte succedendo».
Manifestazione 8 Agosto 2009, Ore 18.00, Piazza Cairoli - MESSINA
Contro il Ponte e per la tutela dei territori
Il piano per le infrastrutture varato dal Governo si configura come un vero e proprio regalo nei confronti dei grossi contractor (Impregilo in testa) che fanno del rapporto con le istituzioni pubbliche la loro fortuna. Dei 16 miliardi di Euro complessivi, 1,3 sono stati destinati al Ponte sullo Stretto, opera che ha acquisito un valore simbolico ormai superiore anche allo stanziamento previsto. All'operazione infrastrutture viene assegnato il significato del rilancio dell'economia e dell'occupazione. Si tratta di un nuovo corso a carattere globale con enormi investimenti (seppure ogni paese lo configuri con caratteristiche differenti). In realtà difficilmente questo tipo di politiche avrà un vero effetto anticiclico (ancora meno miglioreranno le condizioni di vita dei lavoratori colpiti dalla crisi), ma sicuramente servirà a trasferire risorse dal pubblico alle imprese private che sono impegnate in questo settore di mercato. La costruzione del ponte sullo Stretto, al di là del portato di distruzione di un'area paesaggisticamente straordinaria e di importanza unica dal punto di vista naturalistico e della devastazione cui condurrebbe Messina e Villa San Giovanni a causa di immensi cantieri che interesserebbero queste città per molti anni, non ha alcuna logica dal punto di vista trasportistico ed economico. Tutti gli studi condotti negli ultimi anni, infatti, a partire da quelli degli advisor ingaggiati dal governo italiano indicano in alti tassi di crescita del meridione (almeno il 3,8 %) la condizione perché il ponte possa essere seppur minimamente profittevole. A tali tassi corrisponderebbe, infatti, un incremento dei transiti che indurrebbe quegli introiti che giustificherebbero economicamente l'opera. Com'è evidente, però, siamo molto lontani da questi dati ed infatti negli ultimi anni il traffico nello Stretto di Messina ha visto un netto ridimensionamento piuttosto che l'auspicato incremento. I tanto sbandierati ingorghi agli imbarcaderi (che giustificherebbero l'opera) sono in realtà ormai rari e in larga misura causati da una riduzione della flotta e dalla progressiva opera di dismissione portata avanti dalle Ferrovie dello Stato nel mezzogiorno. E allora sarà alquanto difficile che possa esserci un investimento di privati in un'opera che non dà alcuna garanzia di profitti (nonostante le clausole di rivalsa che prevedono il rimborso del 50% dell'investimento allo scadere della concessione). Il finanziamento (se ci sarà, col miliardo e trecento milioni attuali avvieranno progettazione ed opere propedeutiche e/o compensative) sarà interamente pubblico e verrà, come spesso ripetuto da Matteoli, recuperato in larga parte sul mercato finanziario (attraverso prestiti e/o obbligazioni) rinviando il debito alle generazioni successive. Inoltre, i 40000 addetti propagandati dal Governo sono da ridurre, secondo recenti studi, basati peraltro anche sulle rilevazioni condotte dagli advisor, a circa 5000 di cui solo 2000 locali. Il movimento Noponte ha sempre espresso la propria contrarietà al Ponte sullo Stretto non soltanto per motivazioni ambientali, economiche, trasportistiche, sociali ma anche sollevando gravi interrogativi su aspetti tecnici legati alla scarsa valutazione sull'alta sismicità dell'area, sulla tenuta delle saldature del Ponte, sui limiti tecnologici attuali per garantire una "luce" così lunga, ecc.. Quegli interrogativi sono oggi confermati ed addirittura aggravati non da un tecnico qualsiasi ma addirittura da quello che fu il presidente del comitato tecnico-scientifico per la verifica della fattibilità del Ponte ovvero il prof. Remo Calzona che dichiara apertamente in una intervista a "La Repubblica" di avere sbagliato le previsioni: la soluzione del Ponte a campata unica è oggi assai più costosa e per nulla immune da crisi strutturali; il Ponte potrebbe collassare a causa della fatica dei materiali (il cosiddetto fletter,che provocò la caduta del ponte di Tacoma, sopra Los Angeles); è molto probabile che il Ponte subisca il fenomeno del galopping, ovvero una deformazione patita in Danimarca dal nastro d'asfalto del ponte sullo Storebelt, impedendo il passaggio di cose e persone, ovvero il motivo ufficiale per il quale si costruisce un Ponte ! Il 22 gennaio 2006 una grande manifestazione partecipata da decine di migliaia di persone (con la partecipazione di una folta delegazione di No Tav) invase le strade di Messina e determinò di fatto uno stop alla costruzione del ponte. Il Governo Prodi, infatti, inserì l'opera tra quelle non prioritarie. Non cancellò, però, la Stretto di Messina Spa (società incaricata di gestire la costruzione del ponte), né rescisse il contratto firmato da Berlusconi con Impregilo poco prima della scadenza del suo mandato è risultato, così, agevole al nuovo Governo Berlusconi rilanciare l'operazione. Per fermare nuovamente la costruzione del ponte sullo Stretto sarà oggi necessario ricostruire le condizioni che portarono a quella grande mobilitazione di piazza. Lo abbiamo fatto una volta, possiamo rifarlo.
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venerdì 31 luglio 2009
Cambiamenti estivi
Per il mese di Agosto, poiché il circolo Malaussène resterà chiuso, il mercatino sarà ospitato dal circolo di PRC "Vella", in via dei Credenzieri, traversa a sinistra (ovvio!) di V.Lungarini, prima che la strada curvi).
Cambia anche l'orario: dalle 16,30 in poi ...e "date voce" !
p.s. E' possibile fare acquisti collettivi di POLLO, CONIGLIO, LATTE CRUDO in bio certificato. Chi è interessato scriva sul blog a COSA è interessato e la QUANTITA', lasciando la mail o il num. di telefono
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