martedì 29 settembre 2009

Si ricomincia !

Il mercatino Cesto finalmente riparte in assetto completo e, speriamo, migliorato. Si svolgerà come al solito presso il circolo ARCI Malaussène, in piazza Resuttano, dalle 17 alle 20 ogni Giovedì.
Preghiamo tutti, affinché l'esperienza continui e si possano evitare problemi vecchi e nuovi, di rispettare le indicazioni che sono maturate nell'ultima riunione del 22/9. In particolare chiediamo agli AVVENTORI:

- di NON POSTEGGIARE nella piazzetta (e i motorini, non mettiamoli ad minchiam). Del resto è insensato muoversi in zona con l'auto; se proprio non riuscite a far senza, gli ipermercati anonimi con parcheggio in periferia non difettano (purtroppo).

- Novità: quest'anno il MIELE, le essenze, le autoproduzioni tipo i monili o altro le trovate al piano di sopra, sul soppalco.

- Chi è interessato a sostenere il Cesto con consigli, proposte o semplicemente dare una mano (anche per lo scarico delle cassette dei produttori) si faccia vivo ! Come sapete il tutto è autogestito e M. Carolina ed io cominciamo ad accusare le fatiche organizzative. Eppoi il bello di fare la spesa così è il senso di comunità che si crea. Insomma, il Cesto è "cosa nostra" ...o no ?!

- per la ripresa di questo giovedì inviteremo tutti i residenti della piazza a partecipare e a degustare; speriamo che diventino frequentatori - anziché cecchini - del Malaussène... Desiderio impossibile ? Lo vedremo; la vita e le persone sono in continuo cambiamento...

- per qualunque cosa, tipo lamentele nei confronti dei produttori, lamentele nei miei confronti (che scrivo troppo), proposte o altro, l'indirizzo lo trovate qui:
biomercatinocesto@gmail.com e... guardate sempre gli aggiornamenti su cosa si mangia (ed altro ancora) e su cosa accade nella nostra "fertile" terra (!)

Prodotti che troverete:
loti, olive , limoni, uva, sorbe, fichi, zucche, patè di carciofo/ asparago/ olive, carciofini sott'olio, l'olio extravergine d'oliva bio "assolo" e come fresco il broccoletto, i limoni, le susine, la cipolla dorata, la cipolla rossa, l'aglio, pomodoro (ancora) ...E FORMAGGI, caprini e vaccini; a proposito, c'è il LATTE FRESCO di mucca ..forza con i contenitori per l'asporto

A giovedì 1 ottobre

venerdì 4 settembre 2009

Quando si ritorna al Malaussène ?

Dovremo ancora attendere per la disponibilità del Malaussène. Infatti stanno facendo dei lavori e non potranno tornare a ospitarci prima di Ottobre.
Dunque si continua in Via dei Credenzieri, presso il circolo PRC Vella, ogni martedì dalle 16

mercoledì 2 settembre 2009

Shoppers e tartarughe

TERRA TERRA
29.08.2009, di Marinella Correggia
Un milione di uccelli marini e 100.000 mammiferi e tartarughe nei mari e negli oceani muoiono ogni anno strozzati dalla spazzatura umana, secondo le stime del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) rirpese anche dalla statunitense, federale, National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa). Ed è plastica - in tutte le sue forme e declinazioni - il 90% di tutta la schifezza che galleggia sulle superfici marine, in media 20.000 unità per km quadrato (ma in certe aree anche 400.000). Si stima che sia finito in mare il 5% di tutta la plastica prodotta a partire dagli anni 50. Nel Pacifico questa discarica galleggiante si compatta in due vortici. Il primo a scoprire questo «continente immondizia» fu nel 1997 l'oceanografo Charles Moore. Da allora la pattumiera a geometria variabile non ha smesso di crescere. Secondo uno studio di qualche settimana fa, ogni anno si aggiungono migliaia di tonnellate di pezzi. L'ultima spedizione a caccia di rifiuti compiuta in questo mese di agosto da un gruppo di oceanografi dell'Università di San Diego ne ha trovati più del previsto: gli scienziati si sono definiti «scioccati».Anche quando gli oggetti si riducono in singoli pezzi piccolissimi, sono ugualmente pericolosi per la fauna marina - in questo caso di piccola taglia, fino al plancton. Mentre i pezzi solidi di varia dimensione possono essere ingeriti con effetti letali, quel che si decompone rilascia sostanze chimiche tossiche che possono danneggiare il funzionamento ormonale nella vita marina. E' inoltre probabile che il «Great Pacific Garbage Patch», la discarica localizzata nel Nord Pacifico, abbia una compagna nell'emisfero sud, quattro volte più grande. Solo una parte dei rifiuti è gettata dalle navi, il resto viene da terra e da chissà dove. Di tutto: reti da pesca abbandonate e spugne abrasive, spazzolini da denti e bottiglie di plastica. E ovviamente residui delle onnipresenti shoppers, le buste di plastica negozio-casa quasi sempre usate una sola volta e poi gettate a inquinare per decenni o secoli. E sembra che vada sempre peggio. Non sorprende dunque che l'organizzazione non profit inglese Marine Conservation Society, consacrata alla conservazione dell'ecosistema marino, abbia preso l'iniziativa di indire per il prossimo 12 settembre la Prima giornata internazionale senza sacchetto di plastica, per invitare tutti i «terrestri» a rispettare i mari e le loro creature anche passando a borse di tessuto durevoli, facendola finita con questo consumo superfluo, oltre che energivoro e deturpante per i paesaggi che cosparge. Il fine settimana successivo sarà la prova del successo - o dell'insuccesso - della giornata: si svolgerà in molti paesi l'annuale weekend internazionale di pulizia delle spiagge, l'International Coastal Clean. Quante buste troveranno? Già 140 cittadine inglesi hanno aderito al movimento «Plastic bag free cities» (città senza shopper). In Italia da tempo è attiva la campagna «Porta la sporta»: www.portalasporta.it. La promuove l'associazione dei Comuni virtuosi. Sul suo sito sono disponibili locandine e materiale pronto da scaricare per gli enti locali, i gruppi, le scuole e le persone che vogliono aderire e far conoscere la giornata. E magari dichiararsi a partire da allora «zona libera dalle borse rifiuto». In programma anche eventi creativi come - a Borgo Val di Taro (Pr) - la realizzazione collettiva in piazza delle sportine di tela a partire da vecchie stoffe. Sarebbe il minimo sindacale e invece pare rivoluzionario...

giovedì 6 agosto 2009

On Air

Continuiamo (inde)fessamente grazie ai "pericolosi comunisti" del circolo Vella ;-)
Ogni martedì dalle 16, 30 in via dei Credenzieri (trav. via Lungarini)
..e sappiate che http://barbarafalcone.wordpress.com/2008/04/14/ieri-a-report/

martedì 4 agosto 2009



La Rete No Ponte scalda i motori per il corteo-manifestazione dell'8 agosto, che partendo alle 18 da Piazza Cairoli, percorrerà le strade principali del centro cittadino fermandosi davanti a Palazzo Zanca dove verrà organizzato un dibattito sulla grande opera. Nella conferenza stampa di presentazione odierna si è fatto il punto della situazione riguardo le adesioni, giunte da associazioni, comitati, movimenti ma anche normali cittadini che hanno voglia di gridare il loro “no” al Ponte sullo Stretto. «Un percorso durato cinque mesi – spiega Luigi Sturniolo, uno degli organizzatori della manifestazione – che si è avvalso sopratutto del sito internet retenoponte.it e dei relativi social network per raccogliere adesioni e consensi, circa 400 al momento quelle interne, 800 nei vari social network e siti vari». Ma, tiene a precisare la Rete No Ponte, il nostro non è un no alle infrastrutture, è un no al ponte, visto esclusivamente come una “colata di cemento” che non porterà a nulla dato che, si legge nel comunicato del movimento, «pur non essendoci un progetto definitivo, la società Stretto di Messina potrà contare su un contributo di 1,3 miliardi di euro in “conto impianti”, ovvero soldi destinati all'acquisto di fattori produttivi “a lungo ciclo di utilizzo”». Soldi da spendere subito e male, dato che si tratterà di un delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che collegheranno il casello del Ponte alla città, conclude la Rete No Ponte. Ialacqua si rifà alle esternazioni del Presidente della Provincia Nanni Ricevuto, riportate dal nostro sito (vedi articolo correlato): «è fatto», diceva Ricevuto riferendosi al Ponte. «E' fatto un bel niente – replica l'attivista di Sinistra e Libertà. Mancano i capitali e il progetto definitivo». Saro Andaldo Patti (Lega Autonomie Locali) fa un discorso a piu' ampio respiro e nota come la politica messinese deve avere porsi in maniera piu' dura, e lo dice relativamente ai tavoli tecnici romani: «Se la nostre istituzioni e la nostra deputazione, regionale e nazionale, non alza la voce, la Sicilia verrà abbandonata a sé stessa, come sta in parte succedendo».

Manifestazione 8 Agosto 2009, Ore 18.00, Piazza Cairoli - MESSINA
Contro il Ponte e per la tutela dei territori

Il piano per le infrastrutture varato dal Governo si configura come un vero e proprio regalo nei confronti dei grossi contractor (Impregilo in testa) che fanno del rapporto con le istituzioni pubbliche la loro fortuna. Dei 16 miliardi di Euro complessivi, 1,3 sono stati destinati al Ponte sullo Stretto, opera che ha acquisito un valore simbolico ormai superiore anche allo stanziamento previsto. All'operazione infrastrutture viene assegnato il significato del rilancio dell'economia e dell'occupazione. Si tratta di un nuovo corso a carattere globale con enormi investimenti (seppure ogni paese lo configuri con caratteristiche differenti). In realtà difficilmente questo tipo di politiche avrà un vero effetto anticiclico (ancora meno miglioreranno le condizioni di vita dei lavoratori colpiti dalla crisi), ma sicuramente servirà a trasferire risorse dal pubblico alle imprese private che sono impegnate in questo settore di mercato. La costruzione del ponte sullo Stretto, al di là del portato di distruzione di un'area paesaggisticamente straordinaria e di importanza unica dal punto di vista naturalistico e della devastazione cui condurrebbe Messina e Villa San Giovanni a causa di immensi cantieri che interesserebbero queste città per molti anni, non ha alcuna logica dal punto di vista trasportistico ed economico. Tutti gli studi condotti negli ultimi anni, infatti, a partire da quelli degli advisor ingaggiati dal governo italiano indicano in alti tassi di crescita del meridione (almeno il 3,8 %) la condizione perché il ponte possa essere seppur minimamente profittevole. A tali tassi corrisponderebbe, infatti, un incremento dei transiti che indurrebbe quegli introiti che giustificherebbero economicamente l'opera. Com'è evidente, però, siamo molto lontani da questi dati ed infatti negli ultimi anni il traffico nello Stretto di Messina ha visto un netto ridimensionamento piuttosto che l'auspicato incremento. I tanto sbandierati ingorghi agli imbarcaderi (che giustificherebbero l'opera) sono in realtà ormai rari e in larga misura causati da una riduzione della flotta e dalla progressiva opera di dismissione portata avanti dalle Ferrovie dello Stato nel mezzogiorno. E allora sarà alquanto difficile che possa esserci un investimento di privati in un'opera che non dà alcuna garanzia di profitti (nonostante le clausole di rivalsa che prevedono il rimborso del 50% dell'investimento allo scadere della concessione). Il finanziamento (se ci sarà, col miliardo e trecento milioni attuali avvieranno progettazione ed opere propedeutiche e/o compensative) sarà interamente pubblico e verrà, come spesso ripetuto da Matteoli, recuperato in larga parte sul mercato finanziario (attraverso prestiti e/o obbligazioni) rinviando il debito alle generazioni successive. Inoltre, i 40000 addetti propagandati dal Governo sono da ridurre, secondo recenti studi, basati peraltro anche sulle rilevazioni condotte dagli advisor, a circa 5000 di cui solo 2000 locali. Il movimento Noponte ha sempre espresso la propria contrarietà al Ponte sullo Stretto non soltanto per motivazioni ambientali, economiche, trasportistiche, sociali ma anche sollevando gravi interrogativi su aspetti tecnici legati alla scarsa valutazione sull'alta sismicità dell'area, sulla tenuta delle saldature del Ponte, sui limiti tecnologici attuali per garantire una "luce" così lunga, ecc.. Quegli interrogativi sono oggi confermati ed addirittura aggravati non da un tecnico qualsiasi ma addirittura da quello che fu il presidente del comitato tecnico-scientifico per la verifica della fattibilità del Ponte ovvero il prof. Remo Calzona che dichiara apertamente in una intervista a "La Repubblica" di avere sbagliato le previsioni: la soluzione del Ponte a campata unica è oggi assai più costosa e per nulla immune da crisi strutturali; il Ponte potrebbe collassare a causa della fatica dei materiali (il cosiddetto fletter,che provocò la caduta del ponte di Tacoma, sopra Los Angeles); è molto probabile che il Ponte subisca il fenomeno del galopping, ovvero una deformazione patita in Danimarca dal nastro d'asfalto del ponte sullo Storebelt, impedendo il passaggio di cose e persone, ovvero il motivo ufficiale per il quale si costruisce un Ponte ! Il 22 gennaio 2006 una grande manifestazione partecipata da decine di migliaia di persone (con la partecipazione di una folta delegazione di No Tav) invase le strade di Messina e determinò di fatto uno stop alla costruzione del ponte. Il Governo Prodi, infatti, inserì l'opera tra quelle non prioritarie. Non cancellò, però, la Stretto di Messina Spa (società incaricata di gestire la costruzione del ponte), né rescisse il contratto firmato da Berlusconi con Impregilo poco prima della scadenza del suo mandato è risultato, così, agevole al nuovo Governo Berlusconi rilanciare l'operazione. Per fermare nuovamente la costruzione del ponte sullo Stretto sarà oggi necessario ricostruire le condizioni che portarono a quella grande mobilitazione di piazza. Lo abbiamo fatto una volta, possiamo rifarlo.

venerdì 31 luglio 2009

Cambiamenti estivi

Per il mese di Agosto, poiché il circolo Malaussène resterà chiuso, il mercatino sarà ospitato dal circolo di PRC "Vella", in via dei Credenzieri, traversa a sinistra (ovvio!) di V.Lungarini, prima che la strada curvi).
Cambia anche l'orario: dalle 16,30 in poi ...e "date voce" !

p.s. E' possibile fare acquisti collettivi di POLLO, CONIGLIO, LATTE CRUDO in bio certificato. Chi è interessato scriva sul blog a COSA è interessato e la QUANTITA', lasciando la mail o il num. di telefono

martedì 30 giugno 2009

continuiamo ?

Finché c'è affluenza c'è speranza !
parafrasando così un comune motto, il CeSto continua fino a che i produttori ricaveranno quanto giustifica la loro presenza.
Novità della settimana: un cerealicoltore porterà del pane a legna fatto col grano BRONTE e il crescente, in biologico certificato.

Ditelo in giro ;-) e... scrivete sul BLOG